Gocce di Esperienza
“Soy de la pastoral… tengo credencial”
Sono queste le parole da dire per entrare al carcere di San Pedro, dopo aver mostrato i documenti ed essere stati perquisiti dalle guardie. Intanto i detenuti si accalcano alle sbarre del cancello; è infatti l’unico punto l’entrata, dove possono vedere le persone che fuori camminano libere e i bambini che giocano al parco.
Sono colpito dalle persone che abitano il carcere, una volta entrato.

Mirco Turci
Volontario
Lo “strano caso” del carcere San Pedro di La Paz.
Un vecchio muro di cinta, un portone e un cancello malmesso che separano il continuo viavai di poliziotti armati e imbronciati dal formicolio vociante dei detenuti oltre le sbarre

Barbara Magalotti
Volontaria
Buongiorno a tutti!
Stamattina ho pensato di riassumere qualche pensiero sulla "relazione d'aiuto", relazione che quotidianamente sentopersonalmente e che mi soffoca quando non sono in grado di metterla in atto.In queste settimane di assenza dal kinder e quindi dallo stesso San Pedro, ho potuto conoscere altre realtà…come quella per esempio di Alto Beni. Sono tutte realtà o mondi dove le "persone" sono il nucleo centrale del viversi li'.Le persone permettono la presenza stessa della vita, e la vita è viva nelle relazioni e nel coinvolgimento totale di tante particolarità personali e individuali. Quando ti metti in ascolto e ti poni in relazione con una persona, indipendentemente da ciò che è stata o che ha vissuto, senti empatia nel momento in cui emotività e persona provano ad entrare nel suo mondo presente ma anche passato.

Consuelo Alvisi
Volontaria
Cos'è una relazione?
Cosa porta una persona a condividere, raccontare, vivere certe intimità, certi pensieri, certe esperienze con qualcun altro?Come inizia e come si evolve questo “mischiamento” di energia, è davvero un mistero. A maggior ragione dentro ad un carcere. Soprattutto perché il mondo interiore dei detenuti può rivelarsi da un momento all’altro, scoprendo universi sconosciuti, che sono stati tenuti nascosti gelosamente, quasi come un tesoro “pericoloso” che spesso fa paura mostrare agli altri e fa male ricordare a se stessi.

Barbara Magalotti
Volontaria
“Oltre le sbarre del San Pedro”
Un'esperienza che continua a vivere dentro di me
Ci sono esperienze che finiscono nel momento in cui si torna a casa. Si chiude una valigia, si riprendono le proprie abitudini e, lentamente, tutto sembra trovare posto tra i ricordi.
Poi ce ne sono altre che, invece, non finiscono mai davvero.
La mia esperienza di volontariato al carcere di San Pedro è una di queste.

Pamela Sarno
Volontaria
L’unica scelta che davvero bisogna compiere è quella di esserci
Durante i primi giorni di volontariato in Bolivia, ero molto preoccupato di quello che avrei potuto fare in carcere, insieme a Laboratorio Solidale ODV, per contribuire anche in minima parte all’assistenza e all’aiuto ai detenuti. Come sarei riuscito a sentirmi coinvolto e come avrei fatto a dialogare con i detenuti? Persone che sentivo così distanti da me.
Ricordo nitidamente il primo momento in cui sono entrato al San Pedro, il carcere maschile di La Paz, 4000 mila esseri umani stipati in una manciata di cortili. Tutto il contesto attorno è cambiato improvvisamente appena ho varcato il portone d’ingresso e centinaia di persone roteavano libere e disordinate intorno a me. Il fiato per un attimo mi è mancato e sono rimasto in questa condizione di sospensione quasi tutto il pomeriggio. Lo sguardo si confondeva e si spostava di continuo su centinaia di volti, per lo più tristi e arrabbiati, altri semplicemente indaffarati in qualche “attività di quartiere”.

Filippo Poretti
Volontario
Nel cuore la Bolivia
Ricordo con estremo affetto e gratitudine i miei mesi passati con l’Associazione Laboratorio Solidale ODV e gli operatori dell'Asociación Taller Solidario all’interno del carcere San Pedro a La Paz (e non solo) cosi come il lavoro con i bambini e le famiglie.

Valentina Canzi
Volontaria
“Essere rete, fare famiglia: ritrovare umanità.”
Quando sono rientrata in Italia, dopo i mesi di lavoro che ho trascorso in Bolivia, le persone intorno a me hanno cominciato a chiedermi: “Com’era San Pedro? Com’era la vita? Ma tu, esattamente, cosa facevi con Laboratorio Solidale? Ti sei mai sentita in pericolo? Qual è stata la cosa più difficile?”, e una serie di domande di questo tenore a cui non sempre è stato facile rispondere.

Caterina Goglio
Volontaria